Back to reality

Photo link: http://www.fusedfilm.com/2009/04/back-to-the-future-re-make-on-the-way/
Vancouver (Canada), Marzo 2010
Te lo ricordi “Ritorno al Futuro”, quando  Michael J. Fox (tra l’altro è Canadese pure lui) torna al 1985 dopo aver lanciato la Delorean a 88 miglia orarie dal 1955? Ecco, mi sembra di essere tornato al passato, che poi è il futuro, dopo la tempesta olimpica di Vancouver 2010.
Un mese di lavoro a ritmo di 15/18 ore al giorno, con un volante pregiato tra le mani e un motore inutile sotto al culo, a dire grazie e buona sera ai ricchi veramente ricchi di tutto il mondo ospiti del gruppo Samsung, olimpico anche lui. Ho lavorato e mi sono relazionato con gente di tutto il mondo: Africani, Canadesi, Messicani, Colombiani, Inglesi, Indiani, Tedeschi, Coreani, Giapponesi, Americani etc etc. Un minestrone che fa scuola.
C’ho poco da lamentarmi stavolta, perchè nonostante tutto ho portato nelle casse del mio progetto un  bel pò di soldi in un solo mese di lavoro. Roba che in Italia farebbe indispettire anche i colletti bianchi. Ma stavolta non posso certo dire di non essermeli sudati, anzi.
Durante i giorni di riposo dal mio lavoro di DRIVER ho lavorato con un certo Kyle Hamer, diventato poi un mio amico, facendo traslochi in tutta Vancouver. Se considero anche che durante le due settimane dei giochi ho bevuto più birra che negli ultimi due anni e dormito più o meno niente, il risultato sono due occhiaie da film dell’orrore e una stanchezza da minatore. Impresentabile. Fino a che starò qui a Vancouver lavorerò con Kyle facendo traslochi, e per la scuola d’inglese come Marketing Manager  per l’Europa. Dopo, giuro sul mondo me ne vado in vacanza. Ne ho bisogno più che mai, perchè negli ultimi due anni mi sono spremuto come si fa con le arance a colazione. Mi sono scorticato anche la buccia, non c’è più niente. Finito!
Oggi riprendo in mano il blog con questo articolo “mordi e fuggi”, giusto perchè in queste settimane ho ricevuto diversi messaggi a cui non ho praticamente risposto.
Ma c’è poco tempo per rilassare i nervi, perchè bisogna che inizi a studiare il proseguo di questa Long Way Nowhere, che mi dirotterà fino alla vettà del mondo, in Alaska e al mare del circolo polare artico, per poi fare una capriola a testa in giù e ritrovarmi in Nuova Zelanda.
Ci sentiamo presto.
Daniele.
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