Bolivia, adios
E meno male che la Bolivia doveva essere il paese più pericoloso, quello più difficile.
“Fai attenzione… ” mi dicevano. L’odio degli indigeni nei confronti dei bianchi, i problemi sociali, la povertà vera… e potrei scrivere fino in Colombia.
Ma come sempre succede, la realtà è ben diversa da quella che ti descrivono in televisione e sui giornali. Mi presento in Bolivia pieno di informazioni sbagliate, di ansia e di pregiudizi che si sono rivelati del tutto infondati. L’unica paura che ho davvero percepito è stata quella di non riuscire a godermi tutto ciò che questo paese ha da offrirmi.
Certo, di gente da prendere a schiaffi ne è pieno il mondo, e in Bolivia ce ne sono in abbondanza. Ma per bisogna andare a chiedergli il motivo. Facile da spiegare; siamo stati noi a schiavizzarli e a sfruttarli cedendo il passo agli interessi economici e politici. Noi, con la nostra arroganza, tipica di chi ha il potere. E la storia si ripete, ancora.
La Bolivia potrebbe essere uno dei paesi più ricchi al mondo, possiede risorse da spaccare l’economia, invece subisce la forza dei potenti prendendo botte a destra e a manca. Il governo, manco a dirlo, è corrotto fino alle prossime 100 generazioni e incassa senza distribuire. Ma questa è una storia vecchia come il mondo.
Una miniera di puro argento come quella di Potosì avrebbe potuto, da sola, trasformare la Bolivia in una potenza economica da G8. Invece sono arrivati dei simpatici signori dalla Spagna che hanno deciso di farne una miniera d’oro; si, per loro stessi. Negli anni trenta Potosì era una delle città più ricche del mondo, più di New York.
Oggi è quasi una baraccopoli a 4000 metri rumorosa e sporca, famosa solo per essere la città più alta del mondo. Qui vanno avanti grazie ai progetti di sostegno delle ONG e delle COOPERAZIONI finanziate dai ministeri dell’UE, Italia compresa, e di cui avrei molto da ridire.
La gente muore a 30 anni perché lavora in miniera 12 ore al giorno, in condizioni impensabili in un mondo civile, nel 2009, nell’era dell’iPhone e di internet.
Non parliamo poi di quello che potrebbe diventare la Bolivia se ci fosse un vero programma politico per lo sviluppo del turismo: montagne spettacolari, il deserto di sale più grande del mondo, la foresta amazzonica, la cultura di un popolo messo a tacere.
Gli sfruttatori ringraziano, e i boliviani s’incazzano! Ecco perché quando vedono un “gringo”, spesso fanno il muso duro. Il risultato è un paese economicamente in ultima posizione nel continente sudamericano. Ma io non sono qui per parlare di cose che non mi riguardano e che non mi competono.
Ho avuto la fortuna di essere passato dal Salar de Uyuni adesso, perché da quando hanno scoperto il Litio in quella zona, i più forti del mondo stanno sgomitando per mettere le mani sul territorio ed estrarre il più possibile. Tra qualche anno, pensare di correre in moto ai 200 all’ora con le braccia aperte e in mezzo al deserto sarà pura utopia.
Spesso mi sono sentito in colpa, per colpe che non ho.
E allora l’unica cosa che posso fare è andare a tendere la mano ad una vecchia e chiedergli di raccontarmi la sua storia, o prendere a calci un pallone con un gruppo di bambini della strada in
mezzo ad una baraccopoli. E’ questa l’unica cosa che posso fare; provare mischiarmi a loro, anche se mi presento con una moto che sembra arrivare dal futuro, una macchina fotografica, una videocamera e un computer. Convincerli a fidarsi di me, a lasciarsi andare, e quando ha funzionato è stato come scoprire un mondo nuovo, in cui ci sono solo buoni sentimenti e in cui siamo tutti uguali.
Solo così posso vivermi davvero la Bolivia e il mondo, senza mai leggere una cazzo di Lonely Planet, senza mai ascoltare qualche giovane ubriaco coi capelli biondi e sponsorizzato dal papà, che mi racconta di un’avventura con la tipa della sera prima, di cui non me ne frega un cazzo.
Ed è così che voglio vivere questa esperienza. Voglio buttarmi per strada, voglio isolarmi dalla civiltà e abbracciare il mondo per quello che è, non per come appare, voglio aprire le orecchie e ascoltare, voglio guardare negli occhi un bambino e un vecchio, voglio sedermi per terra e respirare l’odore della città, voglio osservare, voglio sentirmi parte di un mondo di cui mi dicono di stare attento, perché pericoloso.
Se la mettono così… allora sono pronto a correre il rischio, perché ne vale davvero la pena.
Adesso ho un altro vento a rinfrescarmi la faccia, un altro asfalto sotto alle ruote; sono già partito, sono già lontano. Il Perù mi dà il suo benvenuto con questa frase: “Buon viaggio straniero solo, fai attenzione.”
Adios!
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ah caro amico,
son contento di provocarti, nonostante tutto, delle gran risate unite a piscio, l’immagine mi diverte mooolto!
son fiero di averti conosciuto, son fiero del fatto che tu sei gli occhi per chi ti segue da lontano; ci regali bellissimi scenari del mondo, che molti di noi non avranno mai il coraggio o la fortuna per vederli di persona.
amico mio, le strane e contradditorie realtà che tu stai scoprendo di persona in quei luoghi sono aimè a me risapute, purtroppo cambiano soltanto le motivazioni, le necessità per i paesi potenti di potersi approfittare sempre e soltanto dei soliti luoghi e popoli.
nel mio piccolo cerco di diffondere “il verbo”, e cioè non smetto mai di pormi e porre domande su come succedono certe cose, semplicemente mi informo e cerco di informare. spesso potrei apparire come il distruttore dei castelli (di carta) che tanta gente ama costuirsi, tanti credono che tante cose ci arrivino senza il sacrificio di qualcuno in qualche angolo del mondo. angoli di mondo grossi magari dieci volte l’italia ma che la maggiorparte delle persone ne ignora la sola esitenza. se non passa in televisione non esite.
maa che ce vuò fà?
pensa al fatto che tu lì ci sei e che sai.
un giorno potrai raccontare a qulacun’altro la tua storia e quella della gente che hai incontrato, di come vanno le cose nel mondo del benessere e di chi ne paga lo scotto.
ma è altrettanto importante non perdere mai l’occasione di regalare un sorriso l’ironia in tutto questo ci torna sempre utile per sopravivere alle brutture. cosa puoi rispondere a chi ti dice che se scorreggi lì dove ti trovi ora potresti provocare un temporale in brianza? fanculo gli ombrelli ce li hanno e poi l’agricoltura ne ha sempre bisogno!
bella musica cugignolo stai così che lo sei!
ps quann truovi nà machinetta fatt a barba o frà!
Risposta a jimmy:
ah ah ah ah. Leggo con attenzione e mi faccio delle gran risate. Sto partendo adesso per Machu Pichu con la borsa sinistra mezza staccata. Se non la perdo per strada ci sentiamo presto.
Ciao JI. Oh la machinetta ce l’ho no me la taglio.
Questa è la terza volta che provo a lasciarti un commento.
Non la faccio lunga.
Camplimenti, entusiasmante quello che scrivi, sicuramente nulla in confronto a quello che vivi.
Un saluto.
Fabrizio
Ok adesso funziona.
Per la miseria ma stai facendo una corsa ?
Sei più veloce di me quando mangio un piatto di spaghetti aglio oglio e peperoncino, godidi il momento.
Fabrizio
ciao dan,
che problema hai con la borza? magari mi ti aiuto a trovare una qualche soluzione…sprimiti.
ah se vòi esse come a terzani dillo, ma co a barba nera che te credi d’esse già un guru? se fosse almeno griggia magari te se pò piglià un pò più sul serio!
buon viaggio per il macho minchiu.
ciao dan,
che problema hai con la borza? magari mi ti aiuto a trovare una qualche soluzione…sprimiti.
ah se vòi esse come a terzani dillo, ma co a barba nera che te credi d’esse già un guru? se fosse almeno griggia magari te se pò piglià un pò più sul serio!
buon viaggio per il macho minchiu.
ps aò ma pecchè nun me vò fa lascià sto commento? me dice che ho già lasciato lo stesso commento, ma che se stà a ‘nventà?
Risposta a Fabrizio:
Cosa non funzionava? Corro? Ma se c’ho sempre il fiatone e sono sempre in ritardo? Dove corro?
Risposta a jimmy:
La borza de sinisdra; mi si e’ rotta la cerniera dove c’e’ la serratura. Ho legato la borsa al telaio con una corda che sembra funzionare.
Per il Terzan, nun c’arivo! Manco co’ abbarba griggia. Un giorno a l’artro me la taglio.
Domani cammino fino al Machu Pichu, la strada fino a qua e’ uno spettacolo inverosimile.
PS: perche’ non te lascia commenta’?
In ritardo …. ? ma rispetto a cosa, hai programmi così rigidi ?
Ovviamente scherzo, questi sono solo affari tuoi, e non devi certo giustificarti.
Per contro, quei posti sembrano ( a me che sono quì ) così interessanti che sarebbe un peccato non coglierli nella loro interezza.
Fabrizio
Grazie Daniele per farci sognare attraverso le tue esperienze,
grazie al progresso che ci permette di seguirti giorno dopo giorno,
condividendo le tue gioie ed anche le tue paure.
Spero che passerai una Buona Pasqua e ti siamo tutti vicini con il cuore
Marilena
Ti auguro di passare una buona Pasqua ! Sei lontano, ma vicino nei nostri cuori ! Ciao….
Grande Dani. Io in Bolivia invece ho avuto una piccola disavventura, ma ció non toglie che poteva capitarmi anche a Milano o a Napoli.
Il mondo é pieno di pezzi di M….
Goditi il Perú, che é altrettanto un paese stupendo con gente stupenda.
Ti mando i saluti e gli auguri dal Brasile.
finalmente sono arrivati i feed.
Corri i tuoi rischi,a volte è difficile,penserai che molte cose sono impossibili,ma l’unico modo per saperlo è provare…ciao…
Complimenti!
Certo che è una gran bella esperienza!
Non so chi invidiare di più tra te e Gionata
Affascinato dalla tua impresa. forse invidioso. non posso fare di piu che leggere anche se vorrei poter partire laciando tutto e tutti e vivere il viaggio dela vita, quello che ti arricchisce dentro e ti apre la mente agl orizzonti che non pensavi di conoscere. coraggio,e sguardo avanti sei l’esempio del vero , pazzo , motociclista .
Risposta a massimiliano:
Ciao Massimiliano, se davvero hai voglia di vivere il viaggio della vita, come scrivi in questo bel messaggio, perchè non farlo? In fondo ne io, ne la grande maggior parte di tutti i viaggiatori, motociclisti e non, che ho incontrato sono ricchi. Basta sapersi organizzare un pò e volerlo davvero.
L’esempio da cui imparare sono le persone incontrate, quelle che ti lasciano un insegnamento, le persone che ti fanno del male e quelle che invece ti dimostrano affetto.
Un viaggio, semplicemente come fosse una scuola in cui non ci sono insegnanti a dirti cosa è giusto o sbagliato. Questo è l’aspetto più interessante di questo tipo di esperienza.
Ti mando un saluto