La mia prima foratura – a 4500 metri!!!

Il primo giorno di viaggio, appena dopo la spaventosa vicenda del cocktail “allucinante” e relativo ricovero nell’ospedale di Cusco, parto con le mani indolenzite dalla tensione.

Mi sveglio presto, sono le 6 e mezza, alle 7 la moto è già carica; il tempo di mangiare un’uovo sodo accompagnato da un pezzo di pane, e alle 7 e mezza ingrano la prima sbracciandomi per salutare un po’ tutti.

Due colpi di clacson, il solito gesto con la mano sinistra sotto al cartello che recita “CUSCO TE AGRADECE POR TU VISITA, FELIZ VIAJE”,


Quel tratto di Panamericana è una strada di montagna bellissima. 200, 300, 400 km fra i deserti rocciosi e sconfinati, oscillando fra i 2000 e i 4000 metri. Poi un curva bellissima, una lunga piega verso sinistra e la manopola del gas che si apre a sfogare la mia goduria fino a che… boom!!
Un rumore improvviso e la moto che sbacchetta spaventosamente sul posteriore. Ma che cazzo…???

Mi basta fermarmi sul ciglio della strada (nella corsia opposta!) per vedere cio’ che non avrei voluto, non quel giorno perlomeno; gomma posteriore a terra e camera d’aria esplosa!
L’orologio della moto mi indica un poco incoraggiante 16:45; sono solo, fa freddo, tra poco più di un ora sarà buio e mancano ancora 150 km a Puquio.
I primi 5 minuti sono solo calci e bestemmie al vento, poi mi calmo ed inizio a darmi da fare senza troppe storie.

Scarico tutti i bagagli dalla moto, smonto la ruota posteriore. La camera d’aria si è tagliata nella parte della valvola, e non è riparabile in alcun modo.

Fortuna che qualcuno mi aveva suggerito di portarmi un set di camere d’aria di scorta, che in questo caso mi salva il culo!

Effettuo le procedure di smontaggio della ruota e del copertone con delle leve, in mezzo alla strada, e mentre sistemo la camera di scorta inizia ad imbrunire.
Il termometro segna un secco 4 gradi, ma sono talmente attivo nelle operazioni che non riesco ad avere troppo freddo.

Rimonto tutto e gonfio a occhio e croce la gomma con la pompa manuale, per poi sparare nel buio più totale del deserto fino a che raggiungo Puquio che è notte fonda! Trovo, svegliando una vecchia signora, una stanza in una bettola gialla e pregna di puzza di piscio.

Il mio primo giorno di RI_partenza è di quelli che non si dimenticano. Faccio giusto in tempo ad appoggiarmi al letto senza nemmeno togliermi i vestiti, che cado in un sonno profondo fino al mattino.

Buona notte!

PS: appena possibile aggiungero’ un video su questo post

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7 Responses to “La mia prima foratura – a 4500 metri!!!”

  1. Antonietta scrive:

    Ma che sfiga !!! Io però sono ottimista, quella del bicchiere mezzo pieno…….per cui ….in bocca al lupo ….devono arrivare i giorni buoni , ne sono certa ! Ciao a presto, con belle riflessioni positive…

  2. Daniele scrive:

    Risposta a Antonietta:

    Mio nonno mi diceva sempre: “non preoccuparti, arriveranno giorni migliori; poi e’ morto”.
    A parte le battute, questo tipo di inconvenienti fanno di un viaggio normale un’avventura. Vanno bene cosi’ quinidi.
    Grazie per il tuo incoraggiamento, una pacca sulla spalla serve sempre.
    Ciaooooooooo :-)

  3. Davide scrive:

    Ciao Dani, scusa ma secondo me questo fa parte del BELLO del viaggio!!!
    :-)

  4. Daniele scrive:

    Risposta a Davide:

    Allora siamo daccordo.

  5. Davide scrive:

    Bene!!! :-D

  6. Antonietta scrive:

    Per quanto riguarda la foratura sono d’accordo, ma per le altre vicissitudini non molto! Ciao.

  7. Daniele scrive:

    Risposta a Antonietta:

    Forare una gomma puo’ essere “divertente” in certe situazioni, tremendo in altre. Nel mio caso ero reduce da 2 settimane infermali, e non ero neanche in piena forma fisica. Al momento non l’ho presa proprio bene, oggi mi faccio delle grasse risate.

    Per la droga e i furti, lasciamo perdere.

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