Darien Gap: sailing 2 Panama

La panamericana e’ una strada che congiunge l’Alaska (estremo nord del continente americano) ad Ushuaia, citta’ “venduta” coma la piu’ a sud del mondo. Alla punta sud del continente, appunto ad Ushuaia, ci sono arrivato a dicembre del 2008. E il cartello che indica le distanze tra i due capi segna ottimista 17.848 km. Una distanza che ho gia’ ampiamente superato, e sono soltanto a meta’ strada.

Difficile immaginare una strada lunga quasi 18 mila km,  e infatti non e’ cosi. La panamericana e’ un’insieme di strade che collegano tutti i paesi del continente da nord a sud, fatta eccezione di un tratto fra Colombia e Panama: il Darien Gap.

A causa delle impervie condizioni ambientali (falde paludose create dal fiume Atrato, dalle montagne e dalla foresta) sembra essere molto difficile costruire una strada. Personalmente sono convinto che i motivi ambientali siano in un certo qual modo affrontabili, e che le vere motivazioni per cui non abbiano mai costruito una rete stradale siano quelle politiche, legate al commercio di droga dei narcotrafficanti e agli interessi economici che conseguono nel tenere due paesi come la Colombia e Panama “staccati”.

Di fatto attraversare il Darien Gap con una moto come la mia, risulta essere complicato. Primo perche’ ci sono da attraversare fiumi, foreste e montagne senza una bricciola di pista o strada, e poi perche’ questo “territorio” e’ stato, spesso, teatro di rapimenti da parte di eserciti Colombiani paramilitari del narcotraffico o delle forze ribelle di estrema sinistra e di estrema destra, come ad esempio la FARC (fuerza armada rebelde Colombia).

Il Darien Gap ha consegnato alla storia numerose vittime. Dal 2003 pero’, non sembrano  esserci piu’ stati casi da segnalare e le cose, almeno da questo punto di vista, sembrano decisamente migliorate.

Rimane il problema di attraversare impervi ostacoli naturali, che con un mezzo pesante diventano quasi invalicabili, ma non certo impossibili. Diversi motociclisti lo hanno attraversato gia’.

In sostanza ci sono diverse possibilita’ per attraversare il Darien Gap:

  • a piedi (o con mezzi particolarmente adatti al fuori strada)
  • via aerea
  • via mare

La soluzione piu’ economica sarebbe certamente la prima.

Ma perche’ ostinarmi a fare l’avventuriero via terra, quando posso godermi un’avventura via mare? Mi chiedo!
In fondo di avventura ne ho gia’ vissuta abbastanza e chissa’ quanta ancora ce ne sara’, viaggiando per il mondo.
Amo profondamente il mare in ogni sua forma, e il pensiero di diversificare un po’ questa esperienza, che sta diventando sempre di piu’ una routine (anche l’avventura), e di concedermi qualche giorno di viaggio “alternativo” non mi dispiace affatto.

Caricare la moto su una barca a vela e farmi qualche giorno di navigazione nel mar dei caraibi, col vento nei

Thanks to Paola for this Pic

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capelli (quelli che mi rimangono) mi garba un bel po’.
L’aereo non mi ha mai allettato molto, a piedi non voglio.
Decisione presa. Il Darien Gap me lo faccio in barca!

Ci sono molti “capitani”, soprattutto americani, che operano questo servizio. Il business che gira intorno a questo discorso sta diventanto imponente. Negli ultimi 10 anni, con lo sviluppo del turismo in Colombia, le barche che fanno questo tratto di mare trasportando turisti sono diventate molte, forse troppe.

Scrivo una mail a Sunny e a Leo, che hanno fatto lo stesso percorso pochi mesi fa in senso inverso e gli chiedo di darmi qualche informazioni.

Mi rispondono dandomi 3 contatti, ne scelgo uno: Captain Mark e la sua barca “MELODY”.


Sei giorni di navigazione sono stati sufficienti per arrivare a Panama, facendo anche una sosta di 2 giorni nel paradiso delle isole San Blas (Panama).
La moto, preventimante spalmata con olio protettivo e coperta con un telo di nylon, e’ stata parcheggiata a prua e ha dondolato con me a destra e a sinistra, su e giu’; per tutto il viaggio. Ma alla fine a Panama ci siamo arrivati.

Adesso mi aspetta il centro america: Panama, Costa Rica, Nicaragua, Honduras, El Salvador, Guatemala, Messico.

Poi l’Alaska sara’ un po’ piu’ vicina.

Vamos!

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