Colombia: mi stupisci
Ma tu guarda un po’ che cretino che sono stato nel farmi vincere dal pregiudizio che tutta la polizia colombiana fosse un branco di corrotti, di avvoltoi, pronti a spolparti per bene; a te che arrivi dal mondo ricco e che per quanto squattrinato sempre piu’ ricco di loro sei.
In Peru’ sono stato ripulito per bene da due polizziotti, che senza troppi giri di parole si sono gonfiati lo stipendio con il GRINGO che arriva da lontano.
Se accadesse la stessa cosa in Italia, nel senso inverso, passeremmo per razzisti! Ma lasciamo stare questo argomento.
Insomma, cazzo, e’ possibile che uno si debba convincere del male, quando invece c’e’ anche del bene?
E quante volte mi sono dato del cretino guardandomi allo specchio, per aver trattato male gente che non centrava nulla con quei due polizziotti, colpevoli solo di essere Peruviani? Ignorante che non sono altro, arrogante e ottuso.
Al Dian di Bogota’ mi avevano gentilmente spedito a calci in culo in Venezuela, dicendomi che se non uscivo
entro il 24 di giugno (data di scadenza dei documenti di importazione temporanea della moto) mi avrebbero sequestrato la moto, e per non stamparmi un foglio di carta mi sono dovuto fare 1500 km di strada non prevista e nemmeno voluta, ma che alla fine mi condurranno a pentirmi amaramente dei miei atteggiamenti prevenuti nei confronti della polizia in generale. Una settimana di viaggio che mi aprira’ le porte di una Colombia piu’ vera, piu’ autentica, piu’ sporca e piu’ autentica.
San Cristobal e’ la prima citta’ Venezuelana dopo il confine con Cucuta, nella parte nord orientale della Colombia. Ma in quella frontiera non esiste una dogana, e per fare i documenti di immigrazione e di importazione temporana devo farmi altri 150 km tra le campagne trafficate del Venezuela torrido.
Andata e ritorno, una giornata intera. Caldo da suicidarsi, poi la decisione di tornare indietro e di rivolgermi alla Dian dell’aeroporto di Cucuta.
Ai doganieri colombiani chiedo di darmi indicazioni su come arrivare dall’altra parte della citta’ e, come sempre mi succede, mi perdo ripetutamente nel disordinatissimo traffico di Cucuta.
Calle, Avenida, semafori, indicazioni sbagliate, clacson. Vado in tilt, fino a che di sfuggita non vedo 4 polizziotti in moto sul ciglio della strada. Accosto tirando un po’ la frenata.
Hola
Hola
Una consulta por favor: come arrivo alla Dian dell’aeroporto?
Dunque, la prima a sinistra, poi al sesto semaforo a destra, poi dritto, alla rotonda a sinistra…
E mi sono gia’ perso solo ascoltando.
Poi uno dei 4 mi guarda e mi chiede:
Di dove sei?
Italia.
Vabbe’ dai ti accompagnamo noi. Seguici.
Ci rimango quasi male, non ci credo. Mi scortano fino alla Dian!!! Cazzo, mi scortano fino alla DIAN!!! Ringrazio ripetutamente con dei sorrisi e delle strette di mano.
Partiamo in 5 su 3 moto. Semafori a destra, poi a sinistra, rotonde sempre dritto, ed eccomi qua, scortato dalla polizia di Cucuta davanti alla Dian dell’aeroporto.
Poi mi chiedono cosa devo fare negli uffici di immagrazione e gli spiego…
Si attivano a tutto campo, chiedono informazioni, fanno domande, mi danno suggerimenti.
E io, in un primo momento ammetto di essermi insospettito che volessero una mancia per tutte queste attenzioni, ma poi mi vergogno di me stesso quando alla fine mi accompagneranno in albergo.
Spiego loro che non alloggio quasi mai in albergo e che non ho molti soldi da spendere per dormire.
Li ringrazio e cerco di dissuaderli dicendo che vado a cercare un posto piu’ economico. Ma non c’e’ niente da fare, insistono e mi portano dentro l’hotel.
Chiedo quanto costa la camera piu’ economica che hanno, e la robusta signora della reception mi risponde 20 mila pesos. Le chiedo se per cortesia puo’ farmi un prezzo piu’ economico; offro 15 mila pesos.
Poi con un gesto che mi lascia pieno di vergogna e d’imbarazzo, uno dei polizziotti apre il portafogli e tira fuori i 5 mila pesos che mancano a pagare il conto della camera.
Me li da’ in mano, mi guarda con una faccia onesta e mi dice:
Questo e’ cio’ che ti manca per arrivare a pagare la camera. Dormi bene e fai buon viaggio.
Per qualche frazione di secondo non so che cazzo dire, ne cosa fare. Cerco e provo in tutti modi a rifiutare, ma non c’e’ modo di fargli cambiare idea e mi mette a tacere dicendomi:
A che cosa serve allora la polizia?
E gia’ a che cosa serve la polizia, brutto ignorante che non solo altro?!
La polizia serve a questo. Non ti preoccupare, adios.
E senza dire piu’ nulla spariscono dietro il cancello dell’ingresso dell’hotel.
Va bene allora.
Grazie infite polizziotto, a cui, per l’imbarazzo, non ho avuto nemmeno il coraggio di chiedere il nome.
Grazie per avermi mostrato una faccia diversa dalla Colombia di Pablo Escobar, delle Miss mondo con le tettone, e di tutti quei polizziotti corrotti che hanno cercato di fottermi in sud america.
Grazie infite per essere stato onesto con me, che ho piu’ soldi di te, e per avermi aiutato senza chiedere nulla in cambio.
Colombia: stavolta mi hai stupito di brutto.









Bene !!! Nonostante tutto , c’è ancora qualcosa di buono e questo ci fa ben sperare ! Certo dev’essere stata una sorpresa inaspettata , ma gradita ! Ancora bene anzi…..benissimo !!!!!!!!!
La divisa è un amplificatore sociale Dany. Questa è la mia esperienza. Se uno è venuto su bastardo, in divisa lo è il doppio e ancora di più. Se uno è venuto su bravo, dentro una divisa diventa quello che i cattolici chiamerebbero “un santo”. Spacca il culo a sta suina adesso, non ci far stare in pensiero ok?
Risposta a Antonietta:
Ti aspetteresti dei soldi offerti da un polizziotto? Forse a Lilluput, a Dysneyland o che cazzo ne so a Ginevra. Ma no di certo in Colombia, mannaggia alla miseria! Abbraccioni Antonie´
Risposta a haero:
All´amplificatore sociale non c´avevo pensato. Ma chi piu´di te puo´dirmelo? Hai ragione, credo proprio sia cosi´. E vabbe´a prescindere dalla divisa, c´ha fatto una bellissima figura sta persona, ah sto polizziotto. Mi sorprendo certe volte, incredibile.
Si, probabilmente lo e
dopo aver letto di innumerevoli “sfighe” è bello leggere di una così bella sorpresa inaspettata!