Uno spreco Olimpico

Vancouver, febbraio 2010.
Mai visto una città trasformarsi tanto nell’arco di pochi giorni, ma che dico, ore! Ho iniziato a lavorare per le Olimpiadi invernali di Vancouver 2010, ficcandomi a pieno ritmo nella macchina infernale che si cela dietro ad un evento del genere. E figurati le olimpiadi estive… uhh, non ci voglio pensare.
Una città, tutta, presa per le corna e ribaltata come si fa con la frittata per cuocerla bene da una parte, e bene dall’altra. 4 sponsor principali: MacDonald (eh figurati!), Samsung, Visa, Coca Cola (ma dai, non l’avrei mai detto). Una macchina da soldi incredibile che, ingenuamente, non avrei mai immaginato. Il business che sta dietro alla soap televisiva dei giochi olimpici muove il mondo e potrebbe, da solo, risolvere i problemi a diversi continenti. E si parla di un evento che dura 3 settimane. Figurati.
Invece siamo alle solite: qualcuno mangia una torta enorme, qualcun’altro raccoglie escrementi dalle fognature. Solo che stavolta dovrei solo stare zitto, perchè nel minestrone ci sono dentro anche io. Vado in giro con un’auto che inquina da far paura, scarrozzando gente a fare cose pressochè inutili, e carico un sacco di benzina alla Petro Canada. Uno spreco davvero olimpico. Ma devo sopravvivere, senza soldi non posso viaggiare e con i “bravo” non mi pago la spesa al supermercato, ne in Canada ne in Uganda. E allora? Allora da una parte sorrido a tutti stringendo mani a destra e a manca, dall’altra mi chiedo che cosa ci faccio in questo minestrone dal sapore strano.
Le olimpiadi sono la competizione sportiva più vecchia del mondo, lo so. Ma se io arrivo a scoprire certe cose soltanto nel 2010 e a 31 anni, sono un ritardatario. Adesso che ci sono dentro vedo da vicino come funziona, osservo con occhio critico. E quello che vedo non c’entra nulla con lo scii di fondo, lo slalom gigante o il pattinaggio artistico. Una macchina infernale in cui nessuno parla di sport, ma solo di serate di gala, ristoranti a 7 stelle e alberghi grattacieli, che provocano un impatto ambientale disastroso; che aumenta, e di molto, le tasse dei cittadini del British Columbia e che sconvolge la vita di milioni di persone che si trovano invasi come dagli alieni, per almeno un mese. Lo spirito olimpico, per il momento o forse per sempre, è un enorme, colossale, universale conto in banca. Uno spreco di denaro inutile investito senza criterio, se non quello del profitto, ovunque, che mi fa salire il sangue al cervello dopo quello che ho visto in Sud America. Con tutti questi soldi, letteralmente bruciati, un’altra parte del mondo correrebbe forte come un levriero, invece che zoppicare come un invalido. Altro che fiaccola! See, quella è roba da Grande Fratello. Utopie. Cazzate da vendere ai telegiornali per farti sedere davanti alla tv. Uno spot! E perchè nessuno parla delle PARA OLIMPIADI? Nessuna televisione, nessun telegiornale, nessun niente di niente di sponsor maledetto che vada a documentare il coraggio estremo di tutte quelle persone diversamente abili che hanno la forza di mettersi in gioco in una competizione sportiva. Quello è l’esempio che dovrebbero far vedere in tv, non l’altro; pervaso da atleti dopati e con la Ferrari (generalizzo, sia chiaro!!). Fa niente che Vancouver 2010 abbia vinto il premio di evento olimpico più ecologico della storia. E vaglielo a dire al minatore di Potosì, in Bolivia, che ti prende per il collo e il pollice verde te lo mette da qualche altra parte! Quella gente lì non la convinci con queste tecniche di marketing. Quella è gente dura come il sasso, semplice come due più due, ma vera come nessun’altro.
Ed io, in mezzo a tutta sta confusione, a volte mi sento a disagio. Dopo
tutta la polvere mangiata in questo viaggio, adesso mi sembra di vedere tutto nero. Mannaggia, al mio solito, non riesco ancora a godermi questo momento unico, perchè antepongo i miei sentimenti alla realtà. Cresciuto pedalando per migliaia di km in bicicletta con mio padre che mi ha trasmesso un valore profondo, che è quello della fatica e del sacrificio, capisco e pratico lo sport con molta passione. E mi dispiace che il senso sportivo delle olimpiadi siano una facciata, una sorta di vetrina coi saldi che poi ti vende delle gran sole. Olimpico è solo il mucchio di soldi che produce. I sacrifici di un atleta che si allena anni per prepararsi ad una gara, passano davvero inosservato qui. Nessuno se ne accorge. Qui devi andare al ristorante di lusso e devi viaggiare col jet privato. Perchè sei un VIP, che è la parola che sento nominare più spesso durante le mie giornate di lavoro.
Sono convinto che anche dal peggio si impari, sono qui per questo. E che un pò di tutto va bene, nel bene e nel male; basta trovare un punto in cui ficcarsi. Proprio lì, in mezzo.
E allora non c’è viaggio avventura più avventuroso dell’innamorarsi, altro che giro del mondo in moto. Non c’è avventura se non c’è condivisione, non c’è storia interessante se non hai qualcuno a cui raccontarla, e non c’è il più forte e il più debole; ma solo una persona diversa dall’altra. Forse sono proprio un stupido a pensarla così, non lo so, o forse sono ancora acerbo, a 31 anni suonati. Sarà! Esto es lo que hay! Punto e basta.
Vorrei essere nel deserto con la mia tenda in mezzo al vento, il fornello acceso a cucinare una pasta, una chitarra che suona dagli speaker dell’iPod, stretto dalla solitudine; che a volte fa molta più compagnia di tante chiacchiere. Fortuna che ho qualcuno a cui dedicarmi stasera, condividere un bicchiere di vino, una goccia di sudore, uno sguardo. Questa si che è libertà.









…e non hanno neanche la neve: la devono trasportare con qualsiasi mezzo di trasporto! Pazzesco!!!
C’hanno i cannoni che sparano neve artificiale.
Io lavorai per il TOROC alle Olimpiadi invernali di Torino 2006… sono completamente d’accordo con te…. quel che ho visto a Torino, che per amor di dio, e’ stata anche una esperienza “diddattica” in un certo senso, mi ha tolto tutta la voglia di far domanda per essere li’ con te a vancouver. Bha, goditela cmq, e’ sempre un’esperienza!
Ciao Marco, è il primo messaggio che lasci su questo blog. Grazie. Vedremo di tirare le somme alla fine della giostra. Per il momento vedo tanto spreco e mi girano i coglioni. Un abbraccio.
Le Olimpiadi le vedo come l’espressione perfetta della sagra dell’Ego degli occidentali. Uno contro l’altro per prevalere su tutti, per fare il record. I VIPS che assistono dai posti migliori, che dormono nei posti migliori, viaggiando comodamente e restando comodamenti indifferenti e ignoranti. Nessuna differenza con gli svitati che percorrono il Sahara a marcia indietro, nessuna differenza con i viaggiatori ego-istici, gli egonauti, quelli che non viaggiano per coerenza ma per mostrare quanto sono “Indiana Jones”. Sempre e comunque, IMHO (in my humble opinion).
Lo sport del futuro, ammesso che esisteremo noi umani e che esisterà ancora lo sport, sarà personale, tu contro l’avatar di te stesso, per auto-migliorare. Ego contro ego porta inevitabilmente a barare. Resisti Danny, fai come dice Rolf Potts in Vagabonding, sfrutta il sistema per perpetrare la tua vita nomade. Il tuo vantaggio è che sei uscito dal “Matrix”, ingoiando la pillola amara del distacco da una vita “comoda”, non ti curar di loro, ma guarda et passa!
Stamattina sono in ritardo e non posso rispondere come si deve. Passo Andre, passo eccome.
Bella Dani,
come al solito momenti di riflessione importanti. Ricordo quando gurdavo da bambino le olimpiadi. la prima che mi ricordo, Seoul, gli Abbagnale, Parisi Gelindo Bordin, ma soprattutto Toto’ Antibo capace di metterla in culo a quasi tutti i kenyoti e vincere l’argento nei 10000, E che dire delle emozioni di Alberto Tomba a Calgary, Albertville e Lillehammer. Le olimpiadi erano le stesse, aporche di denaro e consumismo, gli occhi con cui le guardavo quelli innocenti da bambino. Le olimpiadi sono come il Natale, San Valentino o il campionato di calcio. Spero che mi emozionero’ sempre, come un bambino, quando l’Antibo di turno vincera’ una medaglia, quando l’amico che non ti aspetti ti fa un regalo di Natale, quando ricevero’ una cartolina di San Valentino a sorpresa, quando la mia squadra del cuore sara’ in finale della Coppa Campioni. Costi quel che costi.
PS: la prossima volta che ti chiamo su skype e non rispondi, prendo il primo aereo e vengo li’
Gigioneeeee, anche tu in piazza oggi. Senti ma che aria tira dalle tue parti? Ma se non ti trovo mai su Skype?
quand’è che mi vieni a trovare va?!
Mi piacerebbe dirti che tutto questo farà di te un uomo migliore, ma dalle tue parole si capisce che sei già un grande. Tieni duro e buon proseguimento.
Ciao Gigi. A quando il tuo prossimo viaggio?
Oi! Dani,
Io parto per l’Indocina il 17 marzo per circa 4 mesetti: Malaysia, Thailandia, Cambodia, Vietnam e se riesco una capatina in Laos e Myanmar.
Te per dopo Vancouver hai già una mezza idea?
ciao bello+bella,
It is good your guys can work in Olympic game. i think should be a wonderful experiance!long long time we have not meet each others,when you guys come to Australia?
Hi guys. It’s such a long time I didn’t hear from you. How is it going down there? Here is going pretty well and we ‘ve got another few months to spend here in Canada. How about you guys?