Tornato in Olanda

LWD: Haarlem, Olanda 19 dicembre 2010
GENT (Belgio) 20 dicembre 2010
E’ una delle sensazioni che ho sempre amato di più: raccogliere poche cose, metterle dentro ad una borsa, caricarla su una spalla e andare. Come svegliarmi da un sogno e scoprire che è tutto vero. Ed ogni volta è come se fosse la prima. Adesso, non ho ancora capito bene perché l’Olanda mi piace così tanto. Forse è per l’aria che si respira, magari per il fatto che è un paese molto liberale, o che nel supermercato in centro ad Amsterdam trovi una bionda di due metri che in cassa paga un sex toy insieme alla crema per le mani, allo snack e alle sigarette. Sarà che a Gouda ci vive Jan Gerben, amico e viaggiatore a cui sono legato da un’amicizia fatta di storie, di ruote e di fango.
Sarà, sta di fatto che spostarmi da un luogo all’altro è quello che faccio e non posso farne a meno. Tanto più che ormai sono diventato più smaliziato nel rispondere alla domanda fatidica: che cosa fai nella vita? E’ così che succede di trovarmi in un ristorante a cinque stelle, ospite di gente che non conosco e che nonostante ciò mi accoglie con dei grossi sorrisi, in mezzo ad un bosco ricoperto di neve qui ad Haarlem, nelle “low lands”. Un viaggio da Milano a Bruxelles che segna il record dei record per ritardo. D’altronde non ho mai amato volare per diverse ragioni: la prima è che di fianco c’è sempre un neonato che piange a volumi da tenore, la seconda è che i sedili sono troppo scomodi e mi sento imprigionato, e poi se devi andare in bagno quello che ti siede vicino si addormenta sempre prima che a te scappi la pipì, e finisce che il viaggio diventa solo una rottura di coglioni. Se poi ci metti che dal punto A al punto B non vedi niente di niente, le risposte vengono da sole. Sarò noioso nel dire che preferisco indolenzirmi le braccia su una moto (anche se stavolta la moto è rimasta in garage), buttare marce dando gas fuori da una curva senza dover contare i secondi alla fine del viaggio dietro un finestrino. Ma è una questione soggettiva, quindi inopinabile.
Dicevo, un viaggio infinito fino in Belgio, poi 200 km in mezzo al ghiaccio fino ad Amsterdam, alla fine arrivo dove devo arrivare. Haarlem è bella forte e con un’atmosfera tutta sua, che fa molto Olanda. Sarò in viaggio tra il Belgio, l’Olanda e forse la Francia in questi giorni, ma giusto il tempo ambientarmi e sono già di ritorno a casa. Le vacanze di natale le passerò a lavorare alla produzione del documentario di viaggio che andrà in televisione a partire da gennaio, ma di questo parlerò in modo più dettagliato a tempo debito. Intanto mi sbraccio e mando saluti a destra e a manca da qui.
Ciao ciao.








oh Dani!!! ma sei vicinissimo!!!!
Giulia, ma non venite a trovarmi dopo Natale con Patrick?
Ue viaggiatore! Se sei ancora a Gent chiama! Io vivo qui! non è proprio come Llallagua ma…0032489564935
Un abbraccio!
Sono qui, ti chiamo immediatamente.
@Dani: siiiiiiiiiiiii veniamo!!!!
Sarai mica andato a parlare con la Endemol?
Aspettati una mia mail a breve.
Ciao Claudio, manda manda.